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Meloni al Satec: “Attuare la cornice normativa per valorizzare la filiera nautica”

La convention 2026 di Confindustria Nautica conferma il peso della filiera: export ai massimi storici, leadership mondiale nei superyacht e focus su innovazione, competenze e digitalizzazione

di REDAZIONE SUPER YACHT 24
8 Giugno 2026
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Si è svolta a Borgo Egnazia, in Puglia, la convention Satec 2026 di Confindustria Nautica, dal titolo “Venti Globali e Correnti Digitali: il futuro dell’industria nautica. Strategie e scenari per il comparto nell’era delle tensioni globali e dei dati” e realizzata con il contributo scientifico di The European House – Ambrosetti (Teha Group).

Ad aprire i lavori il videomessaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni che ha dichiarato: “La nautica è una delle espressioni più avanzate del Made in Italy, uno dei settori nei quali la qualità italiana si misura con la competizione globale e l’eccellenza manifatturiera si trasforma in forza reputazionale. Il Governo è partito da questa consapevolezza per guardare al mare in un’ottica di sistema, visione che ha dato forma alla legge sulla valorizzazione della risorsa mare, che è stata appena approvata in Parlamento, che segna l’inizio di una stagione nuova in cui il mare viene finalmente considerato uno degli asset strategici di sviluppo della nazione. La nautica – ha proseguito la Premier – è una delle componenti fondamentali di questo asset, un settore che il Governo intende sostenere nella semplificazione, accompagnare nei processi di innovazione e internazionalizzazione, rafforzare nella formazione delle competenze. Ora la sfida che ci aspetta è quella di attuare concretamente la cornice normativa che abbiamo delineato, perché imprese e territori possano coglierne a pieno i benefici e per valorizzare come merita una delle filiere industriali più innovative, dinamiche e identitarie della nazione”.

Nel 2024 il fatturato dell’industria nautica da diporto italiana ha raggiunto il massimo storico di 8,60 miliardi di euro (+3,2%). L’Italia si conferma primo esportatore mondiale nella cantieristica nautica, con un export di settore che nel 2025 raggiunge un nuovo massimo storico, crescendo del 2,6% fino a sfiorare i 4,4 miliardi di euro e una propensione all’export pari a circa il 90% della produzione nazionale. Il comparto contribuisce in modo strategico alla bilancia commerciale italiana: nel 2024 la nautica ha generato l’8,6% del surplus commerciale nazionale del settore manifatturiero. L’Italia detiene circa il 18% della produzione nautica mondiale e la leadership globale nei superyacht, con il 56% degli ordini mondiali per unità e il 36% del valore globale del mercato. Secondo il Global Order Book 2026, i cantieri italiani hanno in costruzione 568 superyacht, pari al 52% degli ordini mondiali. La filiera nautica italiana genera oltre 13 miliardi di euro di valore aggiunto e quasi 168 mila occupati, con una crescita dell’occupazione del 5,6%. Ogni euro prodotto dalla cantieristica attiva complessivamente 5,2 euro di valore aggiunto nell’economia italiana e ogni addetto del comparto genera 7,1 posti di lavoro lungo la filiera.

Matteo Zoppas, presidente di Ice – Italian Trade Agency ha sottolineato l’importanza del ruolo del Sistema Paese per accompagnare i processi di internazionalizzazione e sostenere la crescita delle imprese e di come intelligenza artificiale e trasformazione digitale stanno cambiando il modo di fare impresa rappresentando una leva competitiva determinante. Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ricordato il lavoro fatto per semplificare il quadro normativo, favorire lo sviluppo del settore e accompagnarne l’evoluzione con strumenti più adeguati e che la sfida ora è proseguire investendo in infrastrutture, portualità turistica e cantieristica. Francesco Paolo Sisto, Viceministro della Giustizia ha parlato del ruolo delle istituzioni per accompagnare la trasformazione in atto creando un quadro normativo che favorisca la crescita, tuteli la sicurezza delle infrastrutture digitali e sostenga gli investimenti. Ilaria Cavo, vicepresidente della X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati ha definito la nautica una componente strategica dell’economia del mare e del Made in Italy e il recente percorso legislativo ha riconosciuto il settore all’interno di una visione unitaria delle politiche marittime e introdotto strumenti concreti di semplificazione e sostegno alla competitività.

In un messaggio inviato alla convention, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha detto: “I risultati confermano la forza di un settore chiave del nostro tessuto produttivo. Nel 2025 le esportazioni italiane della nautica hanno raggiunto 4,5 miliardi di euro, consolidando una leadership mondiale. La vostra è una filiera forte e competitiva, che genera innovazione, occupazione qualificata e valore economico, trasformando creatività e tecnologia in crescita e presenza internazionale. Per questo il comparto è centrale nella strategia di diplomazia della crescita che ho posto al centro dell’azione del Ministero degli Esteri. In un contesto internazionale complesso, continueremo a sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, l’apertura dei mercati e la tutela del saper fare italiano. Proseguiremo inoltre nel sostegno ai grandi Saloni nautici italiani e nelle attività di promozione sui mercati ad alto potenziale, dall’India al Golfo, dall’Africa all’America Latina, per accompagnare la crescita internazionale della nautica italiana.”

Nella parte dedicata all’analisi degli scenari geopolitici e tecnologici che stanno trasformando l’economia globale Andrew Spannaus, giornalista e analista politico, ha richiamato l’attenzione sui cambiamenti dell’economia mondiale dell’ultimo decennio e dell’importanza di una flessibilità non solo finanziaria ma soprattutto mentale e la disponibilità a mettere in atto politiche industriali che possano togliere i freni ad economie (come quella italiana ) che hanno tutti gli elementi per mantenere e creare ricchezza per i loro cittadini. Corrado Panzeri, head of InnoTech Hub & Partner di Teha Group, ha detto: “L’intelligenza artificiale rappresenta per l’Italia un’opportunità storica: i nostri modelli stimano un potenziale di 336 miliardi di euro di valore aggiunto aggiuntivo all’anno entro il 2040, l’equivalente dell’intero settore manifatturiero nazionale. In un Paese che perderà 3,7 milioni di lavoratori per ragioni demografiche, l’AI non è un’opzione, è una necessità strutturale. Ma la tecnologia da sola non basta: oggi mancano 4,5 milioni di occupati con competenze digitali avanzate. Il vero collo di bottiglia non è la macchina: sono la cultura all’innovazione e le competenze delle persone. Nel frattempo, le Big Tech americane investiranno oltre 750 miliardi di dollari nel solo 2026: più di cinque volte l’intero investimento ICT dell’Unione Europea. Il Made in Italy ha tutti i presupposti per beneficiare di questa rivoluzione industriale, ma il tempo per accelerare è adesso.”

Nella seconda parte dei lavori il presidente Formenti ha richiamato il ruolo strategico dell’export per il comparto, ricordando che circa il 90% della produzione nazionale è destinato ai mercati esteri e che nel 2025 l’export di unità da diporto ha raggiunto un nuovo massimo storico, sfiorando i 4,4 miliardi di euro. Ha inoltre evidenziato la necessità di difendere la competitività internazionale delle imprese, accompagnare la doppia transizione tecnologica e sostenibile e consolidare la leadership italiana nei segmenti a maggiore valore aggiunto. “Siamo entrati in una fase nella quale la competizione economica, industriale e tecnologica tende sempre più a sovrapporsi agli equilibri geopolitici – ha detto Formenti -. Per un settore internazionale come il nostro questo significa saper leggere in anticipo i cambiamenti, rafforzare la resilienza delle filiere, investire in innovazione e presidiare le competenze che determineranno la competitività dei prossimi anni. La nostra sfida è accompagnare questa evoluzione senza perdere i fattori che hanno reso l’industria nautica italiana un punto di riferimento mondiale: qualità, competenze, integrazione di filiera e cultura industriale. Quando si è leader non si corre per inseguire gli altri, ma per continuare a innovare e mantenere il proprio vantaggio competitivo.”

Susanna Vitulano, Cfo del cantiere Italia Yachts ha posto l’attenzione sul tema delle competenze, della formazione e della capacità di attrarre nuove professionalità, elementi sempre più determinanti per sostenere la competitività della filiera e accompagnare l’evoluzione tecnologica del settore mentre Alessandro Plateroti, direttore editoriale di UCapital.com, ha spiegato l’importanza di saper coniugare tradizione manifatturiera, innovazione e visione strategica in un mercato dove gli investitori guardano sempre più alla capacità delle imprese di innovare, integrare nuove tecnologie, sviluppare competenze, presidiare la sostenibilità e costruire filiere resilienti. L’intelligenza artificiale, i nuovi materiali, la digitalizzazione dei processi e la transizione energetica stanno ridefinendo il valore delle aziende nautiche, che vengono sempre più valutate come realtà industriali ad alto contenuto tecnologico.

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