Il nodo infrastrutture frena la nautica sostenibile: allarme di Sanlorenzo da Venezia
Incontro tra Perotti e Jessica Roswall lunedì 8 a Bruxelles per accelerare lo sviluppo dei combustibili alternativi
Dal palco della Venice Climate Week, Massimo Perotti, presidente esecutivo di Sanlorenzo, ha lanciato un monito concreto sui reali tempi della transizione ecologica nei mari e sulla reale disponibilità dei nuovi carburanti sostenibili, sottolineando come la mancanza di investimenti strutturali rischi di vanificare gli sforzi compiuti dall’industria nautica.
Il problema centrale è il divario tra la prontezza dei nuovi sistemi di propulsione e l’effettiva reperibilità delle fonti energetiche pulite, in particolare nei bacini a più alta densità di navigazione da diporto. Perotti ha posto l’accento sulla situazione del metanolo verde, un vettore su cui il cantiere ha investito in modo significativo con il varo nel 2024 del superyacht 50Steel Almax, dotato di sistemi a celle di combustibile. I dati industriali, ha spiegato il presidente, delineano uno scenario complesso: ad oggi, meno dell’1% della produzione globale di metanolo deriva da fonti rinnovabili. Inoltre, questa quota limitata è concentrata quasi esclusivamente nei grandi hub commerciali del Nord Europa, come i porti di Rotterdam e Anversa-Bruges, mentre risulta nella pratica assente e inaccessibile nelle marine del Mediterraneo, l’ecosistema naturale per lo yachting internazionale.
Senza una rete di elettrificazione e di rifornimento adeguata lungo le coste, la diffusione di imbarcazioni di nuova generazione è quindi destinata a rimanere una scelta isolata. Per superare questo blocco, da Venezia è stato lanciato il “Venice Call for Maritime Action”, un appello formale che si traduce in una lettera aperta indirizzata a Jessica Roswall, commissaria europea per l’Ambiente, e per conoscenza alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. L’iniziativa, che lunedì 8 giugno vedrà un incontro formale a Bruxelles tra Perotti e la Commissaria, intende sollecitare un allineamento urgente tra le politiche pubbliche, i fornitori di energia e le autorità portuali.
Il documento ha già raccolto il sostegno di numerosi attori dell’ecosistema marittimo, tra cui SYBAss, l’associazione mondiale dei produttori di superyacht, e Flavio Manenti, docente di processi industriali sostenibili al Politecnico di Milano. L’obiettivo non è quello di richiedere nuovi incentivi alla ricerca tecnologica, che ha già dimostrato la fattibilità di progetti a zero emissioni – come l’imbarcazione di supporto a idrogeno sviluppata dal marchio Bluegame per l’America’s Cup – ma quello di coordinare gli attori della filiera affinché i porti e le città costiere si attrezzino per tempo. La proposta prevede l’istituzione di un tavolo di confronto permanente con scadenze semestrali per monitorare i progressi infrastrutturali in Europa.
La transizione della nautica, suggeriscono i promotori dell’iniziativa, non si decide più soltanto nei centri di progettazione dei cantieri, ma dipende strettamente dalla volontà politica e industriale di infrastrutturare le rotte del futuro. Una visione che Perotti ha sintetizzato evidenziando lo stato dell’arte sotto il profilo industriale: “La tecnologia è pronta. La sfida ora è garantire che infrastrutture e disponibilità di carburanti evolvano in parallelo, affinché queste innovazioni possano essere pienamente realizzate. Senza le infrastrutture necessarie, nei porti, nelle marine e lungo la supply chain, la diffusione non può crescere. “La nautica ha l’opportunità di guidare il cambiamento rendendo la sostenibilità al tempo stesso praticabile e desiderabile”, ha concluso il presidente esecutivo di Sanlorenzo, ribadendo che per il successo di questa svolta occorre ormai un allineamento strutturale dell’intero sistema.
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