Ingresso in mare a Spezia per il primo Fast50 costruito da Baglietto
Il superyacht di 50 metri (che si mantiene sotto le 500 GT) inaugura una generazione di scafi pensati per unire prestazioni e aggressività stilistica tipiche dei modelli veloci a volumi e comfort che caratterizzano le navi dislocanti
Il cantiere Baglietto ha varato nelle acque della Spezia il primo esemplare della linea Fast50. Precedentemente noto come scafo numero 10268, il superyacht di cinquanta metri, che si mantiene sotto le 500 GT, inaugura una generazione di scafi pensati per unire prestazioni e aggressività stilistica tipiche dei modelli veloci a volumi e comfort che normalmente caratterizzano le navi dislocanti.
Seguendo le indicazioni molto precise dell’armatore – informa una nota del cantiere – sono state reinterpretate in chiave contemporanea la tradizione delle grandi imbarcazioni sportive in alluminio che hanno fatto la storia del marchio, così, le linee filanti di modelli iconici del passato, come Adler, Pachamama o Monokini, oggi si integrano con le innovazioni strutturali introdotte di recente dal cantiere con la linea più tradizionale T52. Fabio Ermetto, direttore commerciale di Baglietto, ha sottolineato come il Fast50 traduca il Dna storico del cantiere in una piattaforma moderna, capace di offrire una straordinaria vivibilità senza scendere a compromessi sul piano dell’identità visiva e della personalizzazione.
Firmato da Francesco Paszkowski Design per gli esterni e gli interni, questi ultimi curati in collaborazione con Margherita Casprini, lo yacht ha l’architettura navale sviluppata dallo studio Pierluigi Ausonio Naval Architecture. La propulsione del Fast50 è affidata a quattro motori Mtu 2000 M96L che permettono di raggiungere una velocità massima di 30 nodi, mentre la carena semi-tunnel a basso pescaggio consente la navigazione anche in zone con fondali ridotti.
A differenza dei predecessori della stessa categoria, lo yacht si sviluppa su tre ponti effettivi e adotta una configurazione wide-body per la suite armatoriale che, proprio per questa scelta progettuale, ha un maggiore spazio all’interno mantenendo intatta la purezza del profilo esterno, grazie anche a due ampie finestrature serigrafate a scafo che garantiscono la massima privacy.
Il design complessivo ricorda il mondo dell’automotive con precisi dettagli come le prese d’aria integrate, i passacavi di poppa ispirati agli scarichi delle auto sportive e la scelta della tonalità dello scafo: un sofisticato color “Porsche Chalk” realizzato con cicli di verniciatura Boero.
La connessione tra gli ambienti interni ed esterni è uno dei pilastri del progetto. Sul ponte principale e su quello superiore, le vetrate a tutta altezza sono apribili su tre lati, mentre le falchette ‘tagliate’ ampliano la vista sul mare. Lo spostamento delle condotte di ventilazione all’esterno dello scafo ha permesso di liberare volume nel salone principale, dedicato a una vasta zona conversazione e TV, mentre l’area pranzo formale si trova sull’upper deck. Qui, alle spalle della timoneria integrata, si trova una veranda panoramica; gli spazi aperti offrono aree lounge, prendisole e una jacuzzi collocata all’estrema prua. Completa lo sviluppo verticale un ‘rooftop’ privato, una soluzione insolita per yacht di questa tipologia, attrezzato con dining area e chaise longues.
Il lower deck ospita la zona notte con quattro cabine per gli ospiti, tutte dotate di bagno privato, e una zona equipaggio ben strutturata con quattro cabine e una spaziosa crew mess. La cucina, posizionata a centro barca sul main deck, è stata concepita con dimensioni ampie per diventare un ambiente conviviale da vivere direttamente con la famiglia e gli ospiti.
Il design interno è caratterizzato da uno stile essenziale dove il teak è il materiale dominante, alternato tra superfici lisce e lavorazioni a bacchette che creano tridimensionalità. I dettagli architettonici vedono l’accostamento tra laccature pulite a legni sperimentali come il rovere ‘bruciato’. L’illuminazione interna è studiata per fungere da elemento artistico, valorizzando le geometrie delle pareti e degli arredi.
Per garantire le performance di velocità richieste al Fast50, ogni scelta strutturale è stata orientata al contenimento dei pesi, preferendo materiali leggeri, riducendo l’uso di marmi pesanti e utilizzando il titanio per i corrimani esterni. Sul piano funzionale, lo yacht dispone infine di un garage di poppa con sistema di varo ad allagamento in grado di ospitare un tender fino a sette metri, affiancato da un secondo garage situato nella sezione di prua.
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