Candellari (MZ Electronics): “Il mercato chiede verricelli di taglie maggiori”
L’azienda amplia la gamma puntando su verricelli sempre più grandi e custom. Ogni progetto richiede soluzioni dedicate e un supporto tecnico diretto al cantiere

Italwinch, brand di MZ Electronics, è uno dei punti di riferimento italiani nella progettazione e produzione di sistemi di ancoraggio per superyacht, con una specializzazione per soluzioni custom fino a 90 metri.
Con SUPER YACHT 24 l’ing. Massimo Candellari, technical manager dell’azienda basata a Monza, approfondisce il ruolo sempre più tecnico dei verricelli, l’evoluzione delle esigenze dei cantieri e quindi della gamma e le criticità operative rilevate a bordo.
Quali sono le principali innovazioni in arrivo?
“Non si tratta di una vera innovazione: stiamo ampliando la gamma e, rispetto al prodotto standard, abbiamo introdotto novità strutturali significative. Stiamo collaborando con un cantiere italiano ad un novo modello che consegneremo a inizio anno e che sarà costruito a Monza, è un prodotto di concezione nuova, seguito in modo ingegnerizzato e più moderno. Abbiamo rivisto il layout ingegneristico, dedicato da quella taglia in su. Puntiamo ad avere prodotti sempre più grandi perché è ciò che richiede il mercato”.
Qual è filosofia e gli elementi che distinguono l’azienda?
“La nostra gamma di prodotti per l’ancoraggio è molto vasta: offriamo soluzioni per gommoni da 6 metri fino a yacht da 90 metri e a livello italiano siamo presenti praticamente in tutti i cantieri. Il mercato si divide tra prodotto da banco, più comune, e prodotto di alta gamma, elemento che distingue Italwinch. La nostra forza è adattare il prodotto alle esigenze del cliente, non esiste uno standard: ogni installazione, progetto e linea ha caratteristiche proprie e il prodotto viene customizzato per seguire le esigenze del cantiere. Un ulteriore punto di forza è il supporto che forniamo nella progettazione: spesso ci viene chiesto di posizionare i nostri prodotti su un prospetto 3D condiviso per verificare la parte tecnica, non sempre rientra nelle competenze dell’ufficio tecnico del cantiere. Un plus che i nostri competitor non hanno”.
Avete una collaborazione con Posidonia, che realizza ancore.
“Quando si fornisce un verricello, in caso di problemi la responsabilità è spesso poco chiara. Offrendo un pacchetto completo e collaudato garantiamo che l’abbinamento è già verificato e certificato. È una garanzia per il cantiere. Non sempre la catena viene acquistata tramite noi; i grandi cantieri preferiscono spesso rivolgersi direttamente a Posidonia. Il nostro obiettivo è garantire un pacchetto collaudato, testiamo il prodotto Posidonia sui nostri verricelli e garantiamo compatibilità e corretto funzionamento”.
Come stanno cambiando le esigenze dei superyacht?
“Purtroppo registriamo un decadimento delle competenze di bordo, aspetto complicato per un componente tecnico e potenzialmente pericoloso come un verricello che, se usato male, può causare danni sia alle persone sia allo scafo. Cerchiamo quindi di rendere il prodotto più sicuro introducendo sistemi di emergenza come controlli e blocchi. Oggi si verificano danni con frequenza maggiore e i cantieri ne sono consapevoli”.
Il vostro prodotto principale?
“Il verricello, solitamente collegato a un chain stopper. Sulle taglie importanti seguono sempre le certificazioni, con l’intero iter procedurale di verifica con tutti i registri. Il nostro punto di forza è la cooperazione con il cantiere, l’adattare e customizzare secondo le geometrie della barca e le linee definite dal cantiere. A questo si aggiunge l’assistenza post-vendita: prove in mare, primo avviamento, supporto in ogni fase della messa in opera delle nostre macchine, fino al service, dove siamo reattivi in qualsiasi parte del mondo”.
Avete una base per seguire da vicino i cantieri?
“La sede principale è a Monza, con assemblaggio e lavorazione meccanica. Abbiamo poi una base anche a Viareggio, nel cuore della produzione dei superyacht, dove gestiamo i verricelli più grandi e dove possiamo intervenire rapidamente”.
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