Mit: ruolo non primario del canone nella scelta dei concessionari
Accolte le istanze di Confindustria Nautica per le concessioni delle Autorità di Sistema Portuale. La richiesta ora è che le Regioni ne recepiscano l’applicazione con tempestività

E’ stata recentemente emanata una nota interpretativa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, firmata dal direttore generale per i porti, la logistica e l’intermodalità Donato Liguori, che definisce l’indirizzo uniforme per l’assegnazione delle concessioni demaniali nelle aree portuali, con l’obiettivo di stabilire criteri chiari e coerenti con il quadro normativo vigente ed eliminare cossì rischi di alterazione di quanto stabilito dal Codice della Navigazione e dal relativo regolamento di attuazione.
Il punto centrale della questione, scrive Confindustria Nautica in una nota, riguarda il canone all’interno dei procedimenti di affidamento gestiti dalle Autorità di Sistema Portuale. Secondo il Ministero, l’attuale impianto normativo non attribuisce al valore economico del canone un ruolo preponderante per la scelta del contraente, ma valorizza la capacità del progetto di garantire una proficua utilizzazione del bene pubblico, privilegiando elementi quali l’eccellenza degli impianti e delle strutture, l’ampiezza e l’efficienza dei servizi offerti, nonché la comprovata esperienza tecnica e professionale dell’operatore economico.
La scelta di non considerare il canone come criterio principale risponde alla necessità di preservare le funzioni di governo del territorio e di corretta amministrazione del demanio e intende scongiurare il rischio di effetti distorsivi e potenzialmente speculativi che potrebbero scaturire da gare basate esclusivamente sul rialzo economico che rischierebbe di compromettere la reale valorizzazione del bene marittimo: obiettivo primario di ogni procedura selettiva volta a perseguire l’interesse collettivo.
“E’ un primo passo che viene incontro alle nostre richieste e di cui ringrazio il MIT” – commenta il presidente di Confindustria Nautica, Piero Formenti – “che esclude che dopo la presentazione di un piano economico finanziario per la realizzazione dell’opera portuale, che evidentemente ingloba il valore del canone, si possa procedere a rialzi nella scelta dell’affidatario. Tuttavia chiediamo che le Regioni si conformino a questo primo orientamento e che sia confermata l’esclusione del canone dai criteri di gara”.
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