Ok al Senato al Ddl Valorizzazione mare, tante semplificazioni ma limitate l’estensioni a locazione e noleggio
Formenti: “E’ il più rilevante intervento per la nautica dopo la riforma del Codice, frutto del costante confronto con il Governo”
Il Senato ha approvato in prima lettura il Ddl Valorizzazione risorsa mare presentato dal Ministro delle Politiche del Mare, Nello Musumeci, di concerto con altri 17 Ministri tra cui Economia e finanze, Infrastrutture e trasporti, Imprese e made in Italy, Turismo. Il testo passa ora all’esame della Camera.
Su uno dei passaggi più dibattuti – quello relativo alle modifiche al Codice della nautica che avrebbero introdotto, secondo Assarmatori, un sottotipo di locazione tale da creare, mediante imbarcazioni da diporto, una situazione di concorrenza al trasporto passeggeri a fini commerciali – ha per ora prevalso, previa espressione in tal senso di un parere da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la posizione dell’associazione degli armatori Assarmatori aderente a Conftrasporto-Confcommercio.
Istituita quindi la locazione con prescrizione di comandante, ma col limite dei 12 passeggeri e della persona fisica come locatario. E cancellato il comma che, nel noleggio a itinerario concordato, stabiliva come nel prezzo sarebbero stati ricompresi tutti i costi.
Nondimeno Confindustria Nautica, che si era spesa anche per questi interventi, per bocca del presidente Piero Formenti ha definito il Ddl come “il più rilevate intervento per il settore dopo la duplice riforma del Codice della nautica del 2018-2020 e l’adozione del nuovo Regolamento di attuazione del 2024”.
È stata infatti accolta “larga parte delle proposte avanzate da Confindustria Nautica anche in sinergia con Federturismo Confindustria, Assomarinas, Federagenti, Confarca e Unasca. Le semplificazioni riguardano procedimenti amministrativi, cantieristica, charter, scuole nautiche e utenti; gli upgrade normativi interessano sicurezza e contrasto ad attività abusive. E, considerate le stime di chiusura del 2025, in contrazione per le unità fino a 24 metri, e la fuga dalla bandiera italiana, assumono particolare significato. Vista l’imminenza dell’inizio della stagione, auspichiamo l’approvazione finale nel più breve tempo possibile. Il prossimo passo è l’adozione del nuovo decreto di sicurezza per le navi da diporto da parte del Mit”.
Il Capo IV è specificamente dedicato alla navigazione da diporto. In particolare l’articolo 15 contiene le modifiche al Codice dellanautica (decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171), accogliendo larga parte delle proposte avanzate da Confindustria Nautica anche in sinergia con Federturismo Confindustria, Assomarinas, Federagenti, Confarca e Unasca. Altre misure di rilievo sono contenute negli articoli 7-10, 16, 17 e 18.
Le semplificazioni riguardano procedimenti amministrativi, cantieristica, charter, scuole nautiche e utenti; gli upgrade normativi interessano sicurezza e contrasto ad attività abusive. Considerate le stime di chiusura del 2025, in contrazione per le unità fino a 24 metri, e la fuga dalla bandiera italiana, assumono particolare significato:
- il sostegno all’acquisto, con la possibilità per l’acquirente di un’unità da diporto di cederla in gestione ad imprese di locazione e di noleggio, per periodi di tempo individuati e annotati sulla licenza di navigazione
- l’allineamento del charter alla concorrenza europea, in particolare con l’introduzione del contratto di “locazione con nomina di comandante” e di noleggio “a itinerario concordato”
- la sburocratizzazione della compravendita dell’usato, con il dimezzamento dei tempi di rinnovo delle licenze di navigazione, da 60 a 30 giorni
- la semplificazione delle procedure, con la ricevuta rilasciata dallo Sportello telematico STED che sostituisce a tutti gli effetti la licenza di navigazione per 90 giorni
- la digitalizzazione di registri, certificati e documenti disposti dalle Convenzioni IMO per le navi che ne sono provviste
- l’espressa estensione della validità della targa prova alla navigazione in acque internazionali
- la verifica che attesti l’assenza di rischi per ambiente e sicurezza per le unità estere fino a 24 metri, se di cittadini italiani, qualora non provviste di attestazione di idoneità alla navigazione
- l’identificazione per le unità in “Noleggio occasionale”, a fini di verifica
- e, come per le auto, la responsabilità del conducente in caso di sanzioni amministrative.
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