Signorini (Muir/Tbs Marine): “Dimensionamenti maggiorati e ridondanze integrate”
Per il distributore del brand australiano, l’evoluzione dell’ormeggio passa da soluzioni meccaniche potenziate, materiali ad alte prestazioni e controlli avanzati che elevano affidabilità e continuità operativa sulle grandi unità

Questo servizio è stato pubblicato in anteprima sul numero 1-2026 del supplemento Yacht Upstream disponibile a questo link
L’aumento delle dimensioni e delle complessità operative dei superyacht sta imponendo nuove esigenze ai sistemi di ormeggio e ancoraggio. In questo contesto Muir, rappresentata in Mediterraneo da Tbs Marine di Luca Signorini, sta aggiornando soluzioni, materiali e processi per rispondere agli standard richiesti dai cantieri e dagli enti di classifica. SUPER YACHT 24 ha intervistato Signorini per analizzare gli aspetti tecnici più rilevanti, dalle configurazioni meccaniche ai criteri di dimensionamento, fino ai temi di manutenzione e sostenibilità applicati ai progetti di ultima generazione.
In quale gamma di yacht è specializzata Muir e quali sono le innovazioni più recenti?
“Muir è conosciuta in tutto il mondo per i suoi sistemi installati su megayacht dai 60 metri in su, ma abbiamo sempre lavorato su tre macro-segmenti: mega, pleasure e commercial. Abbiamo introdotto di recente molte nuove funzionalità per riaffermare l’approccio proattivo dell’azienda nei confronti dei nostri clienti. Ad esempio, nell’area megayacht, vorrei menzionare il nostro nuovo modello HR20000 con un innovativo layout del verricello orizzontale per yacht con aree di ormeggio coperte. Questa soluzione minimizza i costi di installazione, l’occupazione di spazio e garantisce una manutenzione semplice. Nel segmento pleasure, abbiamo appena presentato al METS il modello Cougar HR1600 aggiornato, ora disponibile con una nuova finitura in acciaio inox AISI 316 spazzolato e carterature, che offre un’eccellente resistenza alla corrosione”.
Come risponde l’azienda all’aumento di dimensioni e dislocamento dei superyacht?
“Muir ha una forte tradizione nelle grandi dimensioni di catena ed è in grado di produrre per catene fino a 54 mm U3 o 60 mm U2. Questo può essere adatto per imbarcazioni fino a 150 metri di lunghezza. Abbiamo aggiornato i nostri quadri elettrici per integrare sistemi soft-start e inverter Vfd anche sui tonneggi di poppa, per supportare meglio i ripetuti tiri ad alto carico tipici delle grandi imbarcazioni. Su tutti i verricelli da ancoraggio installiamo, come standard, il nostro sistema di protezione del riduttore a limitazione di coppia. Questo garantisce che, anche in situazioni indesiderabili come un’ancora incattivita, i componenti meccanici siano salvaguardati da sovraccarichi che potrebbero causare rotture”.
Quali soluzioni tecniche considerate distintive dei prodotti Muir?
“Muir si è sempre concentrata sulla totale affidabilità, quindi menzionerei innanzitutto la qualità degli elementi costruttivi, a partire dai materiali stessi: dall’acciaio selezionato per i tamburi e le gypsies (ruote di catena), ai componenti commerciali utilizzati nei nostri sistemi di trasmissione. Bonfiglioli, Cima 1915, WEG, per citarne alcuni, sono nostri partner di lunga data, garantendo affidabilità, durata e disponibilità globale dei ricambi. In secondo luogo, parlerei dei dimensionamenti generosi e delle ridondanze progettate per garantire la sicurezza. Come accennato in precedenza, questo include il sistema integrato di protezione del riduttore, gli alberi in SS431 di grande diametro, i nostri tendicatena su cuscinetti anti-grippaggio, i rulli sovradimensionati, i motori commercial duty e il sistema di innesto positivo a dog clutch. Muir considera il prodotto come un assieme completo, dalle flange saldate fino alla lucidatura super-mirror dei nostri acciai inox”.
Lo yacht che rappresenta la solidità e le capacità Muir?
“M/Y Kensho è un esempio fantastico di uno yacht equipaggiato Muir. Abbiamo lavorato a stretto contatto con il cantiere per garantire un design accurato del sistema di ancoraggio e abbiamo fornito alcuni verricelli VRC22000, Low Profile Stoppers e tonneggi VC20000. Si tratta di sistemi heavy duty adatti ai requisiti impegnativi di un’imbarcazione da charter mediterraneo. L’ultima cosa che si desidera è che la propria imbarcazione sia ferma perché il sistema di ancoraggio non funziona”.
In che modo i requisiti degli enti di classificazione influenzano il design dei verricelli?
“Il dimensionamento dei sistemi di ancoraggio è regolato dalle società membri Iacs sin dalle primissime fasi di sviluppo del progetto. Partendo dalla specifica di outfitting, si determinano il tipo e la dimensione di ancore e catene, e questo calcolo si basa sulle regole di classificazione, che variano per ciascuna società, quindi siamo profondamente coinvolti in questo processo. Lo stesso vale per i test eseguiti sull’equipaggiamento nel nostro stabilimento, dove ospitiamo ispettori su base settimanale per assistere ai test delle attrezzature”.
Quali sono le priorità in termini di mercato, rete vendita e servizi per i cantieri?
“Muir mantiene da tempo un’ampia rete di partner e punti di assistenza in tutto il mondo. Noi di Tbs siamo orgogliosi di occuparci del mercato italiano e, più in generale, del Mediterraneo.
Molto recentemente è stata fondata Koreax Srl – una società di service controllata da Tbs Srl – che, attraverso officine mobili e la nostra sede centrale, è responsabile della manutenzione in tutto il bacino del Mediterraneo, rafforzando ulteriormente la vicinanza del brand ai propri clienti”.
Dove si possono ottenere progressi in termini di sostenibilità?
“Muir si impegna nella sua filosofia ‘Built to Last’, che viene considerata in tutto, dal nostro approccio alla progettazione, alla produzione e al supporto. Spesso scherziamo con i nostri partner di assistenza dicendo che la nostra attrezzatura è ‘too good’ perché non si rompe quasi mai e, se succede, può essere riparata invece che sostituita. Anche se questo potrebbe non essere l’approccio migliore per le vendite, dimostra il nostro impegno nel ridurre gli sprechi ed evitare una logica ‘usa e getta’ per le attrezzature. Siamo anche orgogliosi del nostro stabilimento produttivo situato in Tasmania, che vanta un’ampia rete idroelettrica e che, abbinata al nostro impianto solare sul tetto, significa che le nostre operazioni in Tasmania sono a zero emissioni di carbonio al 100%. Come leader di mercato in quest’area, riteniamo che si possano compiere grandi progressi attraverso la scelta di attrezzature che non richiedono sostituzioni regolari. È fondamentale considerare l’energia incorporata e il carbonio nei nostri sistemi quando costruiamo queste splendide imbarcazioni”.
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