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Interviste

Marina Sant’Elena e Marina Fiorita: Venezia punta sui superyacht

Infrastrutture, servizi e una visione di lungo periodo per attrarre i grandi yacht in laguna: il piano di sviluppo dei due marina raccontato dal loro fondatore, Stefano Costantini

di Alberto Mariotti
23 Marzo 2026
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Sessantamila metri quadri di cantiere, un travel lift da 300 tonnellate, terme del sale e uno yacht club da 7.000 metri quadri. Il progetto di Stefano Costantini, fondatore di Marina Sant’Elena e Marina Fiorita, per trasformare Venezia in un polo mediterraneo per i superyacht parte da una constatazione  semplice: in laguna il mercato stanziale dei grandi yacht non esiste ancora, e nessuno ha mai affrontato seriamente il problema. Colmare questo vuoto, partendo dalle infrastrutture e arrivando ai servizi per comandanti ed equipaggi, è l’obiettivo dei due marina veneziani.

Negli ultimi anni ha avviato un percorso di ampliamento dedicato ai grandi yacht. Quali esigenze hanno orientato le scelte?

“A Venezia il gruppo gestisce Marina Sant’Elena, dove si concentra la maggioranza dei superyacht che frequentano la zona, e a Treporti Marina Fiorita, con fondali fino a 15 metri adatti ad accogliere imbarcazioni di grande stazza. Marina Sant’Elena è strutturata con 12 posti per barche fino a 30 metri e 11 posti per barche dai 40 ai 65 metri; sulla banchina esterna, che guarda il bacino San Marco, è possibile ormeggiare yacht oltre i 70 metri. L’infrastruttura elettrica va da 125 ampere per le imbarcazioni fino a 30 metri e fino a 400 ampere per i megayacht. A Marina Fiorita, operativa con colonnine da 125 ampere e già in grado di accogliere barche oltre i 50 metri, abbiamo 500 metri di banchina fronte laguna e stiamo completando un ampliamento che prevede un cantiere da 60.000 metri quadri con un travel lift da 300 tonnellate. Un’infrastruttura che colma un vuoto reale: in questo momento all’interno della Laguna Nord non esiste un cantiere in grado di alare barche di grande stazza”.

Quali leve state sviluppando per rendere la sosta attrattiva tutto l’anno?

“La parte a terra è ancora in costruzione, ed è quella che farà la differenza per i comandanti: piscina, palestra, un club dedicato. I superyacht che prenoteranno per tempo avranno un trattamento prioritario. C’è anche una componente invernale da non sottovalutare: da Venezia si raggiungono le piste da sci in meno di due ore, il che rende la sosta invernale attrattiva anche per l’equipaggio. Sul piano commerciale, i charter regolari possono affittare l’imbarcazione a tariffe ridotte rispetto ai periodi di navigazione: uno yacht che altrimenti genererebbe solo costi durante la sosta invernale, a Venezia può restare operativo e produttivo. Uno Yacht ormeggiato a Venezia è come avere una grande villa di lusso in centro storico”.

Che contributo stanno dando le nuove infrastrutture alla capacità recettiva e alla flessibilità degli ormeggi?

“Utilizziamo pontili Ingemar che supportano tutti i servizi, incluso l’ormeggio all’inglese. La laguna offre un vantaggio strutturale in termini di sicurezza: le condizioni meteo sono stabili il 99% del tempo, perché l’ambiente lagunare protegge da quasi tutti gli eventi estremi, minimizzando il rischio. Il cantiere di Marina Fiorita completerà il quadro sul fronte della manutenzione, con i servizi che i comandanti, famiglie e operatori richiedono. L’obiettivo è costruire finalmente un’offerta strutturata per la nautica di alto livello: Venezia ha 100.000 imbarcazioni registrate ma sono quasi tutte sotto ai 10 metri. Il segmento dei grandi yacht non ha mai avuto un’offerta adeguata, nonostante la laguna offra condizioni di ormeggio eccellenti, la possibilità di muoversi con il tender e un contesto – la laguna nord, i ristoranti stellati, la natura – che non ha equivalenti nel Mediterraneo”.

Quali erano i requisiti tecnici imprescindibili nella progettazione dei nuovi pontili?

“La qualità dei pontili Ingemar è ai massimi livelli, la progettazione e i calcoli ingegneristici sono stati eseguiti da loro, garantendo sicurezza e qualità degli ormeggi. Il requisito imprescindibile è stato ottenere pontili che assicurassero un marina sicuro, che contengano il moto ondoso e le correnti lagunari, oltre a garantire ormeggi adeguati ad imbarcazioni di diverse dimensioni: dai piccoli natanti ai super yacht”.

Quali servizi saranno disponibili per equipaggi e comandanti?

“Per l’ospitalità degli equipaggi sono previste due strutture ricettive mentre sul fronte commerciale e di intrattenimento stiamo creando, a Marina Fiorita, una piazza di 3.500 mq che di giorno ospiterà un mercato delle eccellenze lagunari e la sera si trasformerà in jazz club, affiancato da nuovi ristoranti. Un polo dove stare bene anche senza entrare in città, ma a dieci minuti da Venezia nel Comune di Cavallino Treporti, il primo Comune di turismo open-air in Italia, con oltre 7 milioni di presenze e spiaggia famosa in Europa integrata con la pineta. L’intera area fa rete in un consorzio di promozione che include parchi acquatici, centri benessere e villaggi turistici”.

Come si inserisce questo sviluppo infrastrutturale nella strategia di posizionamento nel mercato mediterraneo dei superyacht?

“Venezia è un punto d’arrivo della rotta mediterranea: Turchia, Grecia, Montenegro, Croazia, Slovenia. La proprietà comprende un terreno di 16.000 metri quadri, dove costruiremo 7.000 mq di yacht club con tutti i servizi, inclusa la possibilità di pernottare, palestra, centro benessere di alto livello e spazi per eventi, al servizio degli armatori e anche dell’equipaggio”.

Quali sono gli elementi distintivi dei due marina?

“Marina Sant’Elena è molto attrattiva per i superyacht perché è l’unico marina in centro storico a Venezia. Marina Fiorita avrà il cantiere, la piscina esterna riscaldata anche d’inverno e l’accesso diretto in auto. Il club metterà a disposizione un taxi boat tra le due marine: 20 minuti da Marina Fiorita a Marina Sant’Elena, un collegamento veloce e piacevole che attraversa la laguna passando di fronte al Mose”.

Venezia non ha ancora un mercato stanziale strutturato per i superyacht. Quali sono le ragioni storiche e come pensate di costruirlo?

“Purtroppo, a Venezia non c’è questo gran mercato stanziale di superyacht e bisogna crearlo. La ragione storica è semplice: tutti i più grandi cantieri sono nati in Tirreno e venire in Adriatico non è un passaggio obbligato ma un obiettivo mirato. Però è anche vero che non ci si è mai dedicati ad attrarre lo stanziale. Perché la decisione della location per l’ormeggio stanziale è presa dall’armatore assieme al comandante, che dovrà vivere il marina e quello che lo circonda: bisogna creare un terreno adatto al comandante e alla sua famiglia, fare in modo che siano loro i primi a volere lo yacht vicino a Venezia, con tutti i servizi della città. L’obiettivo è costruirlo partendo da zero, in grande stile, in modo che chi ha la possibilità trovi un’offerta all’altezza. I cantieri partiranno nel 2026, con l’obiettivo di accelerare dove possibile. I marina all’interno della Laguna di Venezia offrono una posizione strategica, un ambiente naturale di grande pregio e servizi di alta qualità”.

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