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Interviste

Perlini (Isoclima Group): “Durabilità, peso e irraggiamento”

Sono i principali sviluppi tecnologici secondo il chief commercial & marketing officer dell’azienda che racconta come il vetro sta passando da un elemento con limiti a uno che valorizza il design

di Alberto Mariotti
16 Marzo 2026
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Isoclima (7)

Il Gruppo Isoclima opera nello sviluppo e nella produzione di soluzioni trasparenti per diversi settori, dallo yachting all’aerospazio, passando dalle auto ad elevate prestazioni, veicoli blindati civili e militari, il mondo del ferroviario sino all’architettura di sicurezza. Ha una presenza industriale tra Italia, Croazia e Stati Uniti, cinque siti produttivi e un fatturato che nel 2025 ha superato i 150 milioni di euro. SUPER YACHT 24 ha intervistato Giancarlo Perlini, Group chief commercial & marketing officer, per approfondire dinamiche, sviluppi e prospettive del settore.

Isoclima è attiva in diversi settori: quali sono i vantaggi di questo posizionamento?

“Operiamo in ambiti esigenti come yachting, sicurezza civile e militare, aerospazio, ferroviario, vetture ad alte prestazioni ed architettura di sicurezza. Questo consente di sviluppare una contaminazione continua e unica di competenze su materiali, tecnologie e processi: uno dei nostri principali fattori distintivi che permette una crescita solida e diversificata”.

Quali sono oggi i principali sviluppi su cui state lavorando?

“In tutti i settori osserviamo una crescita costante della complessità e delle aspettative prestazionali. Le direttrici sono chiare: riduzione del peso, durabilità e controllo dell’irraggiamento solare, sempre più anche attraverso soluzioni smart e adattive. Stiamo inoltre rafforzando la capacità industriale, combinando elevata specializzazione e scalabilità, un elemento chiave per gestire sia progetti altamente custom sia produzioni più strutturate”.

Ha parlato di calore: come viene affrontato a bordo dei superyacht?

“Il controllo dell’irraggiamento solare è oggi centrale. Gli interlayer avanzati rappresentano una tecnologia chiave per filtrare la radiazione. A questi si affiancano soluzioni dinamiche come i vetri elettrocromici, che modulano attivamente la trasmissione della luce, migliorando il comfort a bordo e contribuendo alla riduzione delle emissioni indirette. Stiamo inoltre sviluppando tecnologie di nuova generazione basate su coating avanzati con componenti attivabili elettricamente, che permettono maggiore libertà progettuale su grandi superfici e geometrie complesse, superando i limiti delle stratificazioni tradizionali”.

In che modo stanno evolvendo le richieste di armatori, designer e cantieri?

“L’evoluzione è rapida e strutturale. L’ingresso di nuove generazioni di Ultra high net worth individuals sta trasformando il modo di vivere lo yacht, sempre più concepito come spazio abitativo oltre che di navigazione. Cresce la richiesta di superfici vetrate ampie, anche semi-sommerse o sommerse, maggiore luminosità e una continuità più fluida tra interno ed esterno. La sfida è chiara: massimizzare la luce riducendo il calore. Comfort e qualità dell’esperienza diventano centrali, e il vetro assume un ruolo sempre più determinante”.

Il limite tecnologico è vicino?

“Se avessimo raggiunto il limite non ci sarebbe più ragione d’essere. Direi quindi il contrario. Il vetro sta evolvendo da elemento vincolante, che in passato richiedeva strutture e poneva limiti progettuali, ad elemento strutturale e abilitante, capace di valorizzare esperienza a bordo, stile e design. Soluzioni come VisionPlus consentono, ad esempio, di integrare visivamente il vetro con lo scafo mantenendo la trasparenza, rispondendo alle esigenze dei designer senza compromessi”.

Altri sviluppi su cui state puntando?

“Stiamo spingendo su grandi formati, curvature complesse e performance elevate. Nel sito di Borgo Veneto disponiamo del più grande forno di tempra chimica al mondo, che consente di realizzare vetri fino a 10 metri con caratteristiche strutturali uniche. Siamo quindi in grado di realizzare superfici vetrate strutturali continue prive di montanti verticali, con transizioni tra pannelli quasi impercettibili. Continuiamo a sviluppare anche soluzioni esperienziali, come applicazioni semi-sommerse e sommerse, che aprono nuove modalità di vivere il mare. Tra le soluzioni più avanzate, citerei senza dubbio il Secure Solar Shield che permette di ridurre oltre il 50% dell’irraggiamento solare, migliorando il comfort a bordo e contribuendo all’efficienza energetica, soluzione che ha ottenuto il Blue Wake label nella scorsa edizione del Monaco Yacht Show”.

Quali sono i principali rischi per il vetro in ambiente marino?

“La sfida principale è la durabilità nel tempo in un ambiente aggressivo. È un ambito in cui Isoclima ha costruito un vantaggio competitivo distintivo, vincendo questa sfida sin dal principio. Abbiamo sviluppato un approccio integrato che combina controllo delle condizioni di processo, camere bianche avanzate, tecnologie proprietarie nei promotori di adesione e sistemi evoluti di sigillatura dei bordi”.

Quanto pesa il refit nella vostra attività?

“È importante distinguere tra refit leggero e refit strutturato. Vediamo un potenziale crescente soprattutto in quest’ultimo, sostenuto dalla volontà di valorizzare asset esistenti attraverso interventi più profondi. È un’area dove siamo presenti e cresciamo”.

Quali sono i vostri principali mercati?

“Il mercato domestico rappresenta un pilastro fondamentale e sappiamo valere oltre il 50% del mercato globale. Allo stesso tempo, l’export è decisamente interessante, soprattutto nei progetti a maggiore complessità. Collaboriamo infatti con i principali cantieri internazionali, che riconoscono il valore delle nostre soluzioni in termini di qualità, affidabilità e capacità di co-engineering”.

Il mercato premia più la qualità tecnica o la competizione di prezzo?

“Nel segmento super e mega yacht prevalgono senza dubbio qualità tecnica, durabilità e capacità di sviluppo congiunto fin dalle fasi iniziali. Il prezzo resta una variabile importante, ma secondaria rispetto al valore complessivo della soluzione. Nei segmenti più seriali, invece, la leva prezzo assume un peso maggiore”.

Come si integra la sostenibilità nei vostri prodotti e processi?

“La sostenibilità è da sempre parte integrante del nostro approccio, in particolare nella riduzione delle emissioni dirette e indirette. Negli ultimi anni abbiamo ulteriormente strutturato questo impegno attraverso una strategia Esg più ampia, articolata e orientata alla misurabilità, con una governance di gruppo rafforzata che conta una direzione dedicata e ambassador nelle diverse funzioni e geografie”.

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