Presidente, vice e un terzo componente lasciano (criticando) il Cda di The Italian Sea group
L’azienda nell’ultimo mese ha perso il 50% di capitalizzazione in Borsa; previsto per il 3 marzo un incontro fra sindacati e azienda

The Italian Sea Group, cantiere navale di Marina di Carrara cui fanno capo i marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, ha fatto sapere che Filippo Menchelli ha rinunciato alla carica di membro e presidente del Consiglio di Amministrazione nonché datore di lavoro, con efficacia immediata.
Oltre a lui anche Marco Carniani ha rinunciato alla carica di membro e vicepresidente del Cda, nonché di dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, con efficacia immediata.
Menchelli, amministratore esecutivo, e Carniani, amministratore non esecutivo, non erano qualificati come indipendenti, né erano membri di alcun comitato endoconsiliare e ad oggi non risultano titolari di azioni della Società.
Il Consiglio, riunitosi venerdì, ha deliberato di eleggere all’unanimità Giovanni Costantino quale presidente del Consiglio di Amministrazione, in sostituzione del dimissionario Filippo Menchelli.
The Italian Sea Group nella tarda serata di venerdì ha fatto ancora sapere che anche Laura Angela Tadini ha comunicato la propria rinunzia alla carica di membro del Consiglio di Amministrazione con efficacia immediata. In una nota il cantiere spiega: “La dottoressa Tadini ha rappresentato che, pur condividendo la necessità di affrontare con determinazione la fase di difficoltà che la società sta attraversando e pur apprezzando gli sforzi intrapresi in tal senso, è emersa una divergenza di vedute tra la stessa e il resto del Consiglio di Amministrazione in ordine alle modalità operative ritenute più idonee per la gestione della situazione. In particolare, la divergenza ha riguardato la nomina del nuovo datore di lavoro in sostituzione del dimissionario dott. Menchelli, rispetto alla quale la dottoressa Tadini ha manifestato la propria contrarietà. Non essendo stato possibile pervenire a una soluzione condivisa su tale punto, la dottoressa Tadini ha ritenuto che non sussistessero più le condizioni per una proficua prosecuzione del proprio mandato”. Finora la diretta intressata aveva ricoperto la carica di membro del Comitato Controllo Rischi e Sostenibilità e del Comitato Nomine e Remunerazioni.
A proposti o delle uscite di Menchelli e di Carniani, The Italian Sea Group ha fornito le seguenti spiegazioni: “Entrambi i consiglieri hanno comunicato la loro rinunzia alle cariche di Presidente e di Vice Presidente, dichiarando di agire anche a tutela della propria onorabilità e professionalità, e hanno altresì dichiarato di contestare integralmente quanto riferito dall’Amministratore Delegato nel Consiglio di Amministrazione del 18 febbraio 2026 e quanto sarebbe stato verbalizzato in merito al punto all’ordine del giorno concernente l’informativa dell’Amministratore Delegato sulla situazione finanziaria della Società. I suddetti hanno altresì dichiarato che intendono verificare autonomamente la corretta gestione della Società negli ultimi anni da parte dell’Amministratore Delegato, con riserva di rendere note le relative risultanze al termine di tale attività. Infine, il dottor Carniani ha precisato, con specifico riferimento al proprio ruolo di Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari, di aver rassegnato le dimissioni per giusta causa”.
The Italian Sea group, nel prendere atto delle motivazioni sopra riportate, intende precisare che sta procedendo ad un puntuale accertamento dei fatti cui i dimissionari fanno riferimento. All’esito di tale accertamento, la società si riserva di adottare tutte le iniziative necessarie a tutela dei propri interessi e di quelli dei propri azionisti. Tisg “contesta fermamente le motivazioni addotte dai dimissionari, ritenendole integralmente infondate e non rispondenti al vero. La ricostruzione dei fatti asserita dal dottor Menchelli e dal dottor Carniani nelle rispettive lettere di rinunzia non corrisponde, ad avviso della Società, all’effettivo andamento delle vicende gestionali e societarie cui i medesimi fanno riferimento” conclude la nota del cantiere.
The Italian Sea Group in Borsa ha perso il 50% della sua capitalizzazione nell’ultimo mese.
Nei giorni scorsi i lavoratori hanno osservato uno sciopero di due ore nell’ambito dello stato di agitazione proclamato dai sindacati Fiom, Fim, Uilm; la protesta nasce da ritardi nei pagamenti, difficoltà nell’indotto e crescenti timori sul futuro dell’azienda.
Per il prossimo 3 marzo è stato fissato un incontro tra sindacati dei lavoratori e dirigenza.
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