Custom Line Navetta 35: primo scafo in costruzione ad Ancona
Dislocante di 34,5 metri progettato con architettura ottimizzata dei volumi, motorizzazioni fino a 3.244 cv complessivi e predisposizione Scr per conformità IMO Tier II

Navetta 35, il nuovo modello della linea dislocante di Custom Line entra in fase costruttiva con il primo scafo impostato presso il Superyacht Yard di Ancona del gruppo Ferretti Group. La Navetta 35 si colloca nella fascia sotto le 300 GT nominali di volume interno percepito e nel segmento regolamentare inferiore a 270 GT, dove la progettazione deve bilanciare capacità abitativa, autonomia e requisiti tecnici senza sconfinare in limiti normativi più complessi. Il progetto nasce dal lavoro congiunto del Comitato Strategico di Prodotto presieduto da Piero Ferrari e del dipartimento engineering interno. Le dimensioni principali sono 34,5 m di lunghezza fuori tutto e 7,7 m di baglio massimo, con pescaggio a pieno carico di 2,2 m. Il disegno esterno porta la firma di Filippo Salvetti, che mantiene il linguaggio formale della gamma Navetta introducendo superfici laterali più tese e raccordi continui tra murate e sovrastruttura per ridurre discontinuità aerodinamiche e visive.
Le geometrie di poppa e fiancate sono state ridisegnate per migliorare la distribuzione dei volumi interni senza incrementare la massa visiva della sovrastruttura. La linea di cintura rimane pulita e continua, mentre l’assenza di scala esterna poppiera sul ponte principale consente di liberare superficie utile e ridurre interferenze strutturali tra ponti. L’unità si sviluppa su tre ponti più sun deck. La superficie complessiva tra interni ed esterni supera i 300 mq. Il layout standard prevede cinque cabine ospiti per 10 persone, con suite armatoriale sul main deck e quattro cabine sul lower deck. Gli spazi equipaggio sono separati e dimensionati per sei membri con cabina comandante sull’upper deck e tre cabine a prua nel ponte inferiore.
Elemento tecnico centrale è il nuovo corpo scale interno. È posizionato a dritta e mascherato da una superficie riflettente per ridurre l’impatto volumetrico nel salone. Questa scelta permette di mantenere continuità strutturale tra i ponti e al tempo stesso di creare un vestibolo longitudinale che distribuisce i flussi verso prua. La scala inferiore rimane visibile solo attraverso parapetto, soluzione che alleggerisce la percezione visiva ma preserva rigidità strutturale. Il progetto degli interni è firmato dallo studio Acpv Architects Antonio Citterio Patricia Viel. Dal punto di vista tecnico spicca l’uso esteso di superfici vetrate a tutta altezza nei saloni di main e upper deck. L’adozione di pannelli strutturali vetrati implica telai rinforzati e controllo accurato delle dilatazioni termiche. Gli arredi freestanding rialzati da terra migliorano la distribuzione della luce naturale e facilitano accesso a impianti e cablaggi sotto pavimento.
Sono previsti tre schemi materici configurabili: Light Mood, Contrast Chocolate e Contrast Oyster, basati su diverse combinazioni di essenze, laccature e rivestimenti tecnici. Il cantiere consente variazioni su richiesta attraverso l’atelier interno, che segue l’armatore nella definizione delle specifiche. Il sun deck misura 58 mq e può integrare spa pool e hard top centrale, configurabile come Lounge o Sky Bar, sunset solarium a prua e una spa pool panoramica, su richiesta, circondata da prendisole a poppa. L’upper deck comprende pozzetto da 44 mq con area dining per dieci persone e sky lounge vetrato da 23 mq. A prua è prevista una lounge aperta con sedute e prendisole. Il garage di poppa, posizionato sul ponte inferiore, accoglie tender fino a 5 metri e un jet ski. La disposizione longitudinale consente accesso diretto senza interferire con compartimenti tecnici. La motorizzazione standard prevede due V12 da 1.400 cv ciascuno forniti da Man, con autonomia dichiarata fino a 1.800 miglia nautiche a regime economico. In alternativa sono disponibili due C32 da 1.622 cv di Caterpillar, configurazione che consente velocità massima fino a 16 nodi (dato preliminare di progetto).
La stabilizzazione standard è affidata a pinne di Sleipner, con opzione giroscopica Seakeeper modelli NG18 o NG26. La sala macchine è progettata con corridoi di accesso laterali per manutenzione completa dei gruppi motore e degli impianti ausiliari. Il progetto è predisposto per sistema Scr (Selective Catalytic Reduction), che consente la riduzione del 70% degli ossidi di azoto, conforme ai requisiti Tier III dell’IMO. L’installazione prevede spazio dedicato per reattori catalitici e serbatoi urea, senza compromettere la distribuzione pesi. L’obiettivo di Navetta 35 è offrire volumi e autonomia tipici di unità di stazza superiore mantenendo parametri dimensionali compatibili con gestione semplificata, equipaggio ridotto e costi operativi controllati. Il pescaggio a pieno carico di 2,2 metri apre la rotta verso baie riparate e fondali bassi, come quelli del Mar dei Caraibi. Il primo scafo in costruzione ad Ancona servirà anche come piattaforma di validazione per soluzioni strutturali e impiantistiche destinate ai modelli futuri della serie.
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