Cantiere delle Marche e Rina inaugurano la validazione strutturale su modelli 3D
Il modello integrato diventa l’unica ‘fonte di verità’ per progettazione, costruzione e classifica, sostituendo i disegni 2D
La collaborazione tra Cantiere delle Marche e Rina ha consolidato uno standard operativo che supera i tradizionali flussi di lavoro basati su tavole bidimensionali, introducendo la validazione diretta sul modello 3D per l’approvazione delle strutture e delle carpenterie metalliche.
Questa evoluzione, spiega CdM, trasforma il modello tridimensionale nell’unica “fonte di verità” condivisa, centralizzando tutte le fasi fondamentali: dalla progettazione alla costruzione, fino alla classificazione.
La nuova procedura risponde alla volontà della Direzione Operativa di CdM di implementare una governance digitale completa. Non si tratta di una semplice rappresentazione geometrica: il modello unico integra in un solo ambiente strutture, impianti, allestimento tecnico, design interno ed esterno e dettagli esecutivi di falegnameria. Per assicurare la massima affidabilità, figure professionali specifiche sono incaricate di mantenere i dati costantemente allineati e tracciabili, garantendo una visione multidisciplinare e coordinata dell’intera opera.
Il ruolo del Rina è centrale in questo ecosistema: l’ente di classifica ha adottato piattaforme avanzate capaci di interagire direttamente con i modelli digitali del cantiere. Invece di esaminare disegni statici, i tecnici possono ora “interrogare” il progetto virtuale per verificare in tempo reale la continuità strutturale, i materiali e gli spessori. Questo metodo, definito 3D Approval, accelera i cicli di revisione e sposta la verifica di conformità direttamente alla fonte progettuale, riducendo drasticamente i rischi di disallineamento.
L’adozione di questo standard viene descritta da CdM non come un’opzione tecnologica, ma come una necessità ingegneristica per la gestione di commesse complesse. Il risultato finale è la creazione di un gemello digitale validato, di cui lo yacht fisico costituisce la fedele realizzazione. Tale approccio garantisce benefici lungo l’intero ciclo di vita dell’imbarcazione, facilitando le future ispezioni e la manutenzione.
“L’implementazione del modello 3D consente l’integrazione degli elementi strutturali, impiantistici e di allestimento, permettendoci di affinare l’ingegneria di dettaglio e migliorare la qualità dei nostri Explorer al fine di ottimizzare il processo di montaggio a bordo. Il modello 3D integrato garantisce la robustezza del progetto, diventando il garante della conformità e della qualità” ha spiegato Pierluigi Longobardi, Technical Manager di CdM.
Per Rina, l’iniziativa rientra nel progetto Ship Model Approval, un pilastro del nuovo brand Rina Maxima dedicato allo yachting, che vuole trasferire in questo segmento l’esperienza maturata nel settore navale. “Questa esperienza ha proiettato il nostro processo lavorativo verso un futuro digitale. Avere un sistema unico integrato garantisce un migliore flusso dei dati, delle informazioni e delle modifiche al progetto, trasferendo quindi i dettagli al processo produttivo” ha dichiarato Giorgio Gallo, Yachting Director di Rina.
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