Da daycruiser a luxury tender e chaseboat: i cantieri (e il mercato) inseguono i superyacht
La nuova generazione di imbarcazioni tra i 30 e i 50 piedi combina comfort, autonomia e prestazioni, rispondendo alle esigenze di armatori che devono spostarsi tra rada e costa senza violare le restrizioni ambientali
Düsseldorf (Germania) – La tendenza verso imbarcazioni tra i 30 e i 50 piedi utilizzabili come luxury tender o chaseboat si è fatta molto evidente anche alla recente edizione del boot Düsseldorf 2026, la fiera nautica che ha raccolto produttori da tutto il mondo per mostrare novità e anteprime nel segmento dei motoryacht, day boat e tender. Quello che si nota parlando con progettisti e cantieri è che l’esigenza non nasce solo da motivi estetici o di marketing. Al primo posto c’è il mercato. E se è vero che la fascia di clientela del cosiddetto “ceto medio” va via via sempre più assottigliandosi, non risentono la crisi i super ricchi, ovvero coloro che possono permettersi un superyacht, con equipaggio e tutto ciò che ne consegue, compreso quindi un bel tender che non è il gommoncino con cui la crew sbarca al marina per fare la spesa di provviste alimentari, ma deve essere un tender, meglio se di lusso, se non addirittura un mini yacht che segue la nave madre.
In molte zone costiere europee, inoltre, le normative ambientali impongono ancoraggi a distanza dalla costa per proteggere fondali sensibili, praterie di Posidonia e aree balneari. In Francia, yacht oltre 24 m devono usare campi boe o zone consentite, con multe elevate per chi viola le regole. In Croazia, la normativa SSVO 2025 limita ancoraggi vicino a spiagge naturali o cavi sommersi. Nelle Isole Baleari e in aree marine protette italiane come La Maddalena, l’ancoraggio è vietato sulle praterie di Posidonia, con campi boe alternativi. Queste restrizioni obbligano i superyacht ad affidarsi a mezzi ausiliari per trasferire ospiti e forniture. Considerando che spesso parliamo di distanze notevoli dalla costa, le unità di 30-50 piedi sono una risposta pratica: offrono autonomia, spazi vivibili e comfort maggiori rispetto ai classici tender compatti, pur restando agili e facili da manovrare. Di certo la crew non può accompagnare nella baia nascosta gli ospiti a bordo del classico tenderino da 5 metri, rischiando di prendere mare e spruzzi durante il tragitto. Inoltre, gli ospiti hanno la possibilità di avere una base d’appoggio per sdraiarsi al sole, un locale toilette, una cabina in cui cambiarsi o riposare nelle ore più calde e cucina con mobile bar per il pasto o l’aperitivo.
Al boot Düsseldorf molte novità presentate dai cantieri confermano questa tendenza. Cantieri che producono daycruiser o weekender propongono modelli sempre più grandi nella fascia tra i 30 e i 50 piedi, o comunque sempre più dedicati a una clientela attenta ed esigente, tanto da ricevere ordini da cantieri di superyacht che devono attrezzare i loro giganti con tender di servizio o per experience in rada all’insegna della velocità, del comfort e dell’avventura. Facendo una carrellata, Cranchi Yachts ha presentato il suo A32 Luxury Tender, un’imbarcazione di circa 10 metri che per layout e finiture si avvicina a un piccolo motor yacht più che a un semplice mezzo ausiliario. Con cabina, servizi e aree lounge ben organizzate, è pensato per trasferimenti confortevoli e uscite diurne full optional. Tra i brand italiani, si distingue anche Santasevera, con imbarcazioni che sono veri e propri yacht dai grandi spazi all’aperto che piacciono tanto anche agli armatori di unità ben più grandi.
Dal mondo rib e open leggero emergono modelli come il Lowlander 851 Speedster, un 8,50 metri con prestazioni di alto livello e la flessibilità di un day boat o weekender. Con una carena performance e spazio per refrigerazione, doccia e piccola cabina, questo tipo di imbarcazione può funzionare da tender ma anche come barca principale per crociere costiere. Non mancano proposte più versatili come il Navan T30, che punta su ergonomia, performance e manovrabilità semplificata, e il Nordkapp Enduro 830, con T-top e spazi conviviali pensati per uscite medio-lunghe oltre l’ancoraggio. Marchi consolidati nel mondo tender e rib hanno sfruttato la vetrina tedesca per mostrare come il concetto stia evolvendo. 3D Marine x Suzuki ha ampliato la sua serie TR con modelli fino a 6,35 m che coprono funzioni da stern garage a barca universale per trasferimenti di crew o ospiti; Highfield Boats ha sfoggiato il nuovo ADV9 con diverse opzioni fra cui la cabina per le uscite più lunghe.
Anche la proposta più premium non resta fuori da questa tendenza: Evene Tenders ha portato in anteprima mondiale gli Origin 57 e Origin 71, unità di circa 5,7 e 7,1 metri con materiali come carbonio e sughero ecologico, pensate per accompagnare superyacht di oltre 30 metri con personalizzazioni su misura. Anche l’italiana Nuova Jolly è in grado di offrire maxi rib veloci e spaziosi. Altri esempi visti a Düsseldorf includono modelli come lo Zar Imagine 115 e le gamme Classic Luxury di Zar Formenti, che offrono spunti sull’evoluzione delle barche di supporto verso soluzioni più cruiser-oriented e confortevoli per trasferte oltre l’ancoraggio. Il cantiere guidato dal presidente di Confindustria Nautica, insieme a Honda Marine, ha presentato il nuovo brand Naxos, una linea di gommoni premium. Arrivano dal Nord Europa Saxdor 460 GTC, uno dei primi unveiling del Boot 2026, e nuova ammiraglia del cantiere, la flotta Nimbus (che dedica la linea T ai tender di lusso) e il nuovo Axopar 38, dedicato a chi ama l’avventura. Ricorda una macchina da corsa il nuovo Say 42 Sport, open di lusso per correre sulle onde, mentre monta il motore elettrico di un’auto, quello della Porsche Macan Turbo, il nuovo Frauscher X Porsche 790 Spectre.
Un nuovo brand Marcopolo, ha presentato MP10 e MP12, rispettivamente un 10 e 12 metri con terrazze abbattibili, veloci, e tutto quanto serve per una giornata in rada. Arrivano dalla Calabria, con cui condividono anche un socio di Invictus, che pure ha una linea (TT) dedicata ai tender di lusso, impreziosita dalla matita di Christian Grande. Arriva dalla stessa regione anche Ranieri International, con i suoi rib tender da 21 a 50 piedi, a cui si aggiungeranno Quarantatre Z e Quarantatre TT, due walkaround in vetroresina, i più grandi del cantiere, perfetti per una fuga in rada. Per la prima volta nel padiglione 6, quello dei superyacht, anche il marchio Bénéteau, che ha presentato il Gran Turismo 50. Nel complesso, il boot ha ribadito che il mercato sta guardando a imbarcazioni ausiliarie sempre più capaci, confortevoli e autonome. Non si tratta più solo di “scalette galleggianti” per salire o scendere da uno yacht, ma di mezzi pensati per trasferimenti efficienti, esperienze di bordo di livello e usi giornalieri vicino alla costa. Questo spinge i cantieri a fondere concetti di tender, day cruiser e mini yacht in un’unica categoria funzionale, rispondendo alle richieste di armatori e comandanti per soluzioni operative multitasking e sempre più curate.
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