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Il futuro dei superyacht a vela tra tecnica, materiali e sicurezza

Dal panel del Sailing Super Yacht Forum, organizzato da Superyacht24, emerge una visione ampia: innovazione, formazione, nuovi materiali e attenzione alla sicurezza stanno ridisegnando la vela di grande taglia. Voci diverse, ma un messaggio comune: la tecnologia deve essere utile, comprensibile e sostenibile

di Giuseppe Orrù
2 Dicembre 2025
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Sailing Super Yacht Forum 2-12-2025 (190)

Genova – Il confronto scaturito tra aziende al Sailing Super Yacht Forum organizzato da SUPER YACHT 24 ha raccolto progettisti, tecnici e fornitori attivi nel mondo dei grandi yacht a vela. Un dibattito fitto, che ha toccato innovazione, manutenzione, materiali e sicurezza, con uno sguardo concreto su ciò che sta arrivando.

Il panel è stato aperto da un video con l’intervento di Luca Bassani, impossibilitato a essere a Genova. Il fondatore di Wally ha sottolineato che il settore è vicino a un cambio di passo. “I prossimi dieci anni porteranno grosse evoluzioni nei super yacht a vela – dice Bassani – quando presenti innovazioni che rendono una barca più fruibile e meno costosa nella gestione, crei nuova domanda”. Per Bassani l’attenzione sarà su rigging, piani velici e derive, mentre sui foil vede ancora limiti: “Oggi non rappresentano il futuro nel settore crociera per portanza e sicurezza. Al minimo problema passi da 20 nodi a zero e questo rischia di essere pericoloso”.

Andrea Micheli di Southern Wind ha posto il tema della sostenibilità e della formazione. “L’innovazione deve essere sostenibile – dice Micheli – e richiede formazione, anche per gli armatori”. Il punto critico è spiegare il contenuto tecnologico rispetto ai costi: “L’ultimo decimo di nodo è quello che costa di più. Serve coraggio a fermarsi mezzo passo prima per difendere affidabilità ed efficienza”.

Dal cantiere San Giorgio Marine, Edoardo Bianchi ha portato la visione di chi lavora sui progetti più spinti. “L’innovazione nasce dalla competizione – spiega Bianchi – ma va trasferita nel cruising”. Per i foil, il senso cambia: non tanto prestazioni e volo, ma comfort e raddrizzamento. “Questo permette barche più leggere e più accattivanti per l’armatore”.

Marco Massabò, oggi alla guida dei Cantieri di Pisa, ha ricordato quanto il tema del peso sia centrale. “Una delle prime domande è sempre il peso – dice Massabò – le nostre unità mescolano acciaio, alluminio e carbonio. E il fatto che ieri fosse presente da noi Harken, in un cantiere motore, è un segnale dell’avvicinamento tra mondi diversi”.

Il passaggio ai materiali compositi è stato approfondito da Paolo Manganelli di Gurit. “Una barca in composito pesa meno e può costare quanto una in alluminio – dice Manganelli – il risparmio di peso si può reinvestire in comfort. La rigidità rimane un vantaggio chiave”.

Sul tema del composito è intervenuto anche Giorgio Gallo del Rina, evidenziando differenze nella manutenzione e nella resistenza al fuoco: «Sopra le 500 GT diventa più complesso». Gallo ha affrontato anche la questione delle batterie al litio: «Abbiamo procedure e norme aggiornate per garantire sicurezza, anche sotto i 24 metri».

Da Howden, Matteo Berlingieri ha descritto un mercato più tecnico e prudente. «Sette operatori su dieci si sono ritirati, l’assicuratore è frenato da ciò che non conosce». Le destinazioni affollate aggiungono ulteriori rischi. Sul fronte dell’attrezzatura di coperta, Emanuele Cecchini di Harken ha ricordato la difficoltà di attrarre giovani tecnici. «Siamo nati con un bozzello a sfera in una cantina – ricorda Cecchini –, poi Harken ha iniziato a investire in Italia, ora anche nel mondo dei superyacht. Abbiamo una serie di prodotti nati dalle richieste dei nostri clienti, perché i carichi stanno aumentando sempre di più. Noi dobbiamo lavorare perché gli armatori si divertano e stiano bene a bordo. Abbiamo messo a punto un sistema che permette di navigare senza toccare le scotte”.

Il quadro si è chiuso con Piercarlo Molta di Flexon Composites, che ha raccontato lo sviluppo di vele di grande scala anche per la navigazione commerciale. “Abbiamo realizzato la vela per la nave cargo a vela più grande del mondo – dice Molta – e lavoriamo su una membrana strutturale flessibile, riciclabile a fine vita”. Il tema della sostenibilità è per lui anche questione di peso: “Sono tanto più sostenibile quanto meno peso utilizzo”.

Il secondo panel del Sailing Super Yacht Forum ha mostrato un settore in movimento, attento alla tecnica ma anche alla fruibilità. Innovazione e sostenibilità procedono insieme, con un obiettivo chiaro: rendere il super yacht a vela più sicuro, più semplice da usare e più adatto alle esigenze dei prossimi anni. 

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