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Meggiorin (Navimeteo): “Il meteo è cambiato, i cantieri creino un fleet operation center”

Al 5° Forum di SUPER YACHT 24 l’esperto ha suggerito allo yachting di imitare le compagnie di crociere con la creazione di un punto di riferimento per tutta la flotta sparsa nel mondo in caso di criticità ed emergenze

di Giuseppe Orrù
3 Dicembre 2024
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Pisa – Cambia il meteo e deve necessariamente cambiare il modo di difendersi (o tenersi alla larga) dai fenomeni meteorologici sempre più violenti e immediati.

L’analisi proposta da Gianfranco Meggiorin di Navimeteo è stata molto apprezzata dai partecipanti al 5° Forum di SUPER YACHT 24 di Pisa, che ha dedicato anche un panel alla sicurezza nello yachting.

“Il Mediterraneo – ha detto Meggiorin – ha vissuto gli ultimi due anni come i più caldi per la temperatura superficiale del mare. Qualcosa sta cambiando e quindi bisogna cambiare anche le tecniche con cui ci approcciamo al meteo. Da tempo con Navimeteo condividiamo le preoccupazioni dei comandanti, che sono molto più stressati nelle loro scelte di rotta. Parlando con i comandanti di navi da crociera, è facile capire come questi 200 enormi megayacht che sono in giro per il mondo incontrano ogni giorno una situazione critica, da qualche parte del pianeta. Così anche il navigatore più esperto rimane spiazzato”.

Ci sono momenti e soprattutto luoghi particolarmente critici, in cui è fondamentale avere delle previsioni meteo applicate. “La grande sfida della meteorologia marina applicata – ha aggiunto Gianfranco Meggiorin – è capire il tempo sulle coste, negli ancoraggi, durante le tender operation. Navi da crociera e yacht, sempre più grandi, sono in pericolo anche quando sono in porto. Se rompono i cavi di ormeggio, infatti, è perché si stanno verificando fenomeni che un tempo erano sconosciuti o molto più rari. Sono fenomeni che si sviluppano in modo apparentemente tranquillo, come grandi cumulonembi, che poi generano venti fino a 180 km/h”.

Una vera e propria lectio magistralis sul meteo, con un invito a tutto il mondo della cantieristica nautica. “Quando avvenne la tragedia del Concordia – ha ricordato Meggiorin -, l’industria ha necessariamente dovuto reagire. Le compagnie di navigazione crearono allora i fleet operation manager per assistere il comandante, che poteva attingere a informazioni aggiornate da un unico centro di riferimento. Perché anche i cantieri di yacht non creano un fleet operation center? Un punto in cui si collabora, di monitoraggio, contatto e assistenza unico al mondo. E se questa iniziativa partisse dalla Toscana, sarebbe una cosa straordinaria”.

Le nuove tecnologie in questo caso possono tornare utili. E soprattutto possono fornire un nuovo modo di analizzare il meteo. “Oggi siamo presi dal computer – ha spiegato Meggiorin – e ci dimentichiamo di seguire i bollettini del Gmdss. Le tecniche cambiano: prima si lavorava quasi esclusivamente con la radio. Oggi le nuove tecnologie ci permettono di lavorare su due sistemi. Il primo è il forecasting, ovvero che tempo fa oggi, domani e dopodomani, perché è assurdo pensare a che tempo farà fra sette giorni. Il secondo è il nowcasting, ovvero monitorare questi fenomeni, che sono sempre più frequenti a causa del calore della superficie del mare che genera energia. Quando ho iniziato, queste informazioni erano a disposizione solo di pochi addetti ai lavori. Oggi è tutto a disposizione di tutti, ma cerchiamo di utilizzare queste informazioni con il metodo. La capacità di decidere di un comandante è fondamentale: quando abbiamo uno yacht nel posto sbagliato al momento sbagliato ci prende un nodo allo stomaco. Non siamo tranquilli. La cosa subdola di questi fenomeni è che spesso si sviluppano in condizioni anticiclonica”.

Sarebbe un elemento utile soprattutto nel Mare Nostrum. Meggiornin ha spiegato che “nell’oceano la tecnica per difendersi da questi fenomeni è il ‘sailing nowhere’, ovvero navigare senza meta il più lontano dalla costa. Nel Mediterraneo non abbiamo questa possibilità, perché in qualsiasi punto siamo vicini a una costa e quindi entra in gioco tutto l’equipaggio. Dobbiamo comunicare di più e i comandanti sono gli attori più preziosi, perché le informazioni che possono dare loro non saranno mai in alcun computer. Inoltre bisogna lavorare molto anche sulla fiducia: l’armatore deve fidarsi del suo comandante. Se dice lì non si va, non si va”.

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