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Yacht

In 12 mesi sono almeno 14 i super yacht vittima di incendi gravi

Il post lanciato sul social dalla broker e fondatrice russa della società di intermediazione apre una discussione fra gli specialisti del settore.

di REDAZIONE SUPER YACHT 24
14 Agosto 2022
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Pershing – Positano incendio

La yacht broker Julia Skoptsova della società Smart Yachts ha lanciato su Linkedin un alert ai proprietari e agli equipaggi di superyacht riguardo ai pericoli di incidenti alle imbarcazioni dopo aver stilato una prima lista di quelle che da un anno a questa parte sono state completamente distrutte o affondate per cause diverse.

Dall’agosto 2021 a oggi sono 16 i superyacht elencati dalla broker e scorrendo la lista si nota che – escluso il 45 metri di Isa Yacht distrutto pochi giorni fa dalle fiamme -, sono tutte navi dai 25 ai 35 metri.

Su ben 14 di questi yacht la causa della distruzione è stata determinata da incendio, un numero netto quindi che descrive da solo l’incidenza del rischio, e 9 sono costruiti da cantieri italiani (numero rientrante nella normalità dato che l’Italia detiene la maggioranza dei cantieri specializzati in questo settore, come fa notare Sergio Nicolai di Wider Yachts in un commento al post).

La broker sottolinea quindi l’importanza per i diretti interessati di fare molta attenzione a tutti quei fattori che possono procurare incidenti e di sottoscrivere polizze assicurative che non comportino rischi.

Il problema degli incendi a bordo negli yacht è un classico da sempre e se nella piccola nautica da diporto fra le cause possono a volte esserci anche la disattenzione e la sottovalutazione dei rischi, nella grande nautica le cause più frequenti nascono da deficit degli allarmi – quindi cause di natura elettronica o informatica, poca areazione nelle sale macchine che comportano la lenta aggregazione di piccole perdite di gas che – da statistiche – possono esplodere al momento della riaccensione dei motori dopo soste brevi. Sempre più importante è il rischio dovuto alle batterie di litio presenti sulle imbarcazioni molto spesso per la ricarica dei giochi d’acqua ma non solo. Nonostante la presenza del sistema di sicurezza della sala macchine la maggior parte degli yacht non ne effettua il monitoraggio così come, molte volte, i proprietari non sono disposti a pagare la manutenzione della sala macchine secondo il parere di Mathieu Vigier, sales rapresentative di Service & Spares.

Il post della broker ha suscitato feedbak e commenti perlopiù di esperti del settore. Molti di questi denunciano la poca comprensione da parte degli armatori dei costi di proprietà oppure la poca volontà di investire nella sicurezza del loro yacht in modo appropriato con la conseguenza che il numero in crescendo di questi incidenti causerà sempre più l’aumento dei costi assicurativi di tutto il mercato.

Sembra corretto quindi il suggerimento proveniente da Mariano G. Martin Marine Superintendent – Marine Advisor presso Eni, di scegliere una società di yacht management affidabile e un equipaggio competente per evitare rischi di questo tipo. Si evidenzia nei commenti inoltre che equipaggi formati da 2-6 membri al massimo realisticamente non possano far fronte a incendi e che alcune delle navi incendiate potrebbero non aver avuto neanche l’attrezzatura idonea determinando l’aumento del rischio di perdita totale soprattutto negli yacht in vetroresina (Tony Hildrew  Founder & Managing Director – Signal Intelligence).

Sempre riguardo agli equipaggi secondo Toby Harris, comandante di superyacht, il rischio risiede anche nel loro affaticamento perché spesso il piccolo equipaggio lavora per più armatori ed è sotto pressione per fornire standard elevati agli ospiti a svantaggio delle sue ore di riposo.

Ian Biles Md of Maritime Services International si pone poi la domanda di chi dovrebbe informare correttamente l’industria per aumentare gli standard di sicurezza dato che quelli dettati dalla bandiera che batte lo yacht e accettati dalla comunità internazionale sono evidentemente insufficienti ed inoltre evidenzia che molti proprietari non sono correttamente informati del rischio e non si rendono neanche conto dei pericoli che possono correre.

La questione è più che aperta e il post continua ad accogliere pareri e suggerimenti.

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